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Gli infortuni nel Padel: Le distorsioni

Dopo l’epicondilite, esiste un secondo trauma abbastanza frequente nei giocatori di Padel, la famigerata distorsione.

Anche in questo caso, abbiamo chiesto l’ausilio del dott. Marco Carpene, fisioterapista sportivo, per avere qualche informazione in più per sapere cosa fare nel malaugurato caso di subirne una e, soprattutto, cosa possiamo fare per evitare il più possibile di procurarcene in campo.




Marco, perché le distorsioni sono così frequenti?
La distorsione alla caviglia è il più usuale trauma muscolo-scheletrico in diversi sport, come pallavolo (56%), basket (55%), calcio (51%), la corsa di resistenza (40%) e quindi anche nel padel.
Sono così frequenti, in generale, per una mancanza di allenamento del controllo motorio e della stabilità e anche per affaticamento: al termine di una prestazione fisica con l’insorgere della stanchezza è più facile che anche un giocatore allenato metta “il piede in fallo”.
Nel padel, in aggiunta a queste cause, si aggiungono errori di non curanza durante il gioco, nello specifico con le palline nel campo. Capita spesso di vedere, infatti, giocatori che non recuperano le palline non in uso che restano libere sul campo. O che le conservano in malo modo perdendole durante le fasi di gioco. Questa è un’abitudine pericolosissima che miete tante vittime, con esiti anche peggiori della sola distorsione. Anche in caso di contatto con il compagno di gioco, possiamo incappare in contusioni e traumi.

Esistono diversi gradi di distorsioni?

Si , tecnicamente le distorsioni vengono classificate in tre livelli:

Leggera (GRADO 1): il legamento viene solo stirato e non compaiono rotture macroscopiche; può essere presente lieve gonfiore o dolorabilità, non è debilitante al punto da non poter camminare e si mantiene stabilità articolare.

Moderata (GRADO 2): in questo caso c’è una parziale rottura del legamento con moderato gonfiore e dolorabilità. La funzione articolare è compromessa, non puoi camminare sull’arto senza avvertire dolore e hai difficoltà nel mantenere la stabilità.

Grave (GRADO 3): la rottura dei legamenti è completa (LAPA e LCP), con gonfiore, ecchimosi evidente e forte dolorabilità. In questo caso si è incapaci di sostenere il peso del corpo con totale instabilità.

Cosa fare in caso di distorsione come primo soccorso?

Il protocollo P.R.I.C.E (Protection,Rest, Ice, Compression, Elevation) è uno dei trattamenti terapeutici di primo soccorso più raccomandati per le distorsioni.
È un metodo utilizzato nella gestione di traumi e viene utilizzato principalmente per aiutare a ridurre l’infiammazione, il gonfiore e per favorire i tempi di recupero (che è la cosa che interessa di più agli appassionati di padel).
La terapia può essere eseguita insieme, separatamente o in qualsiasi combinazione di componenti dai quattro elementi della tecnica:

PROTECTION (protezione) – proteggi l’area infortunata per evitare ulteriori danni ai tessuti. Questo può avvenire, ad esempio, utilizzando delle stampelle.
REST (riposo) – bisogna mettere subito a riposo completo la caviglia. In fondo il dolore non è altro che la strategia che adotta il nostro corpo per impedirci di fare ulteriori danni muovendoci, è una buona cosa imparare ad assecondarlo.
ICE (ghiaccio) – applica immediatamente il ghiaccio per periodi di 15-20 minuti ogni ora, per le successive 4 ore dal trauma. Il ghiaccio dovrà essere applicato in maniera uniforme e ricoprire un’ampia zona circostante l’area infiammata.
COMPRESSION (compressione) – applica una fasciatura sulla zona colpita, ti aiuterà a ridurre l’infiammazione e il gonfiore che ne risulta. Una volta bendata l’area, bisogna assicurarsi che la fasciatura non sia troppo stretta e che quindi la caviglia non si senta costretta, ma possa mantenere una certa mobilità. La compressione, in un modo o nell’altro, deve comunque persistere per almeno le 24-48 ore successive all’infortunio.
ELEVATION (elevazione) – mantieni il più possibile la parte infiammata al di sopra del livello del cuore, così da favorire il ritorno venoso ed evitare ulteriori accumuli di sangue.

Una volta procurataci la distorsione, cosa possiamo fare per guarire nel minor tempo possibile?

Come prima cosa è bene rivolgersi immediatamente ad un medico specialista, che effettuerà una valutazione della zona lesa stilando una diagnosi.
A seconda della gravità, il medico potrebbe indirizzarci da un fisioterapista per un percorso riabilitativo (meglio se operante nel settore sportivo, capirà le vostre necessità agonistiche e avrà un occhio particolare per rimettervi in pista con attenzione specifica allo sport che praticate).

Gli obiettivi della RIABILITAZIONE sono:

Ridurre o eliminare il dolore
Recuperare la mobilità articolare
Migliorare il trofismo muscolare, cioè la forza dei muscoli stabilizzatori della gamba per favorire un buon controllo dell’articolazione.
Ripristinare la capacità propriocettiva, vale a dire rieducare il piede al perfetto controllo posturale e del movimento.

Si può prevenire o limitare il rischio di distorsione con esercizi o terapie specifiche?

Assolutamente si, possiamo sempre lavorare in prevenzione a livello muscolare. Questo non ci preserva in assoluto dall’incorrere in traumi ma ci permette di lavorare sull’elasticità di tutto l’apparato muscolo scheletrico che risulta quindi più resistente. Consiglierei esercizi di prevenzione quali:

Esercizi in monopodalica su terreno piano
Squat e affondi a intensità progressiva
Esercizi di propriocezione in monopodalica ad occhi aperti e occhi chiusi
Esercizi di propriocezione in monopodalica ad occhi aperti e chiusi su superficie morbida

Riproporre gli stessi esercizi su una superficie instabile come una tavola oscillante o bosu per aumentare la difficoltà man mano che si migliora.
La propriocettività dei nostri arti, in generale è molto importante per prevenire questo tipo di lesioni. Un buon fisioterapista può insegnare questo tipo di esercizi che possono poi essere svolti in totale autonomia.

Ci sono altri modi per abbassare il rischio distorsioni?

Le principali cause di questo infortunio a mio avviso sono legate ad alcune leggerezze:

Assenza di allenamento fisico propedeutico al Padel
Riscaldamento assente o scorretto
Lavoro di prevenzione assente o scorretto
Calzature inadeguate o usurate

Oltre a questo, ricordo le buone regole da osservare con le palline e qualsiasi oggetto esterno in campo e, comunque importante, allo stato del campo. Da buoni appassionati, ci mettiamo in campo in tutte le condizioni ma, ad esempio, umidità e pioggia possono rendere particolarmente scivolosa la superficie di gioco, così come giocare in campi che necessitano di manutenzione (manto usurato o superficie in cemento con “buche” disseminate qua e là).
Consiglio quindi vivamente di giocare in campi realizzati con materiali di qualità e in ottimo stato, se vogliamo giocare anche su campi umidi o bagnati, ricordiamoci di porre più attenzione del solito a come ci muoviamo nel campo, il grip delle nostre scarpe è decisamente alterato. Mantenete anche l’attenzione sull’usura delle scarpe. Le scarpe di padel sono create per dare il giusto sostegno al piede ma a seconda della frequenza con cui giochiamo, la tomaia si usura perdendo la sua efficacia. Assicuriamoci quindi di cambiarle con la giusta regolarità in base alle ore passate in campo o comunque ogni qualvolta ci rendiamo conto che la vestibilità è cambiata da quando le abbiamo indossate le prime volte.
Per ridurre questo tipo di infortunio già seguire questi piccoli consigli e accorgimenti potrebbe essere utile.

Buon Padel a tutti !

by Roberta Lozza in collaborazione con il dott. Marco Carpene