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Il decalogo dello spettatore di padel

Oggi vogliamo parlare di un aspetto forse all’apparenza secondario nel mondo del padel ma, in verità, tanto importante come è importante in qualsiasi sport: il pubblico.

Sappiamo che, nella maggior parte delle discipline sportive se non in tutte, la presenza del pubblico è un fattore importante e può fare la differenza nel risultato finale ma non tutte le discipline sportive funzionano con le stesse dinamiche.
Mentre infatti gli sport di gruppo tendono a funzionare bene con grandi platee, colorate e chiassose (che spesso sono distanti dal campo di gioco), tanti sport individuali o poco più possono soffrirne, come è il caso del tennis e si, anche del padel.




Il tennis ha delle regole non scritte relative al silenzio durante gli scambi e al movimento sugli spalti. Il rumore più o meno forte e gli oggetti in movimento nella visione periferica risultano infatti essere un fastidio compromettente per chi si trova in campo.
Non sono le stesse regole del padel che, già per sua conformazione, si presta molto di più alla convivialità e alla “caciara” ma quando decidiamo di fare pubblico ad una partita, dovremmo sempre avere in mente il decalogo del buon spettatore.

Decalogo del buon spettatore

1. Non fare rumori o usare linguaggio molesto che può disturbare i giocatori in gabbia (questo è anche previsto da regolamento FIT, guarda “punto disturbato”). È evidente, se da fuori gabbia dovessimo dire “fuori”, “lunga”, “noooo” o qualsiasi altra esclamazione inerente al gioco che può essere sentita dai giocatori, andiamo a contaminare le loro reazioni. Se siamo fuori gabbia, è consigliato il religioso silenzio durante lo scambio vivo.

2. Se ci fermiamo a guardare una partita di padel, di solito è perché conosciamo i giocatori e/o abbiamo una preferenza tra chi è in campo. Il tifo (e il tifo contro) è un ingrediente del gioco e sta ai giocatori imparare a gestirlo, questo non si discute. Certo è che a noi sta il rimanere nel tifo sportivo verso chi teniamo, senza contrastare, o denigrare, o commentare però gli avversari.

3. Ricorda, non tutti reagiamo allo stesso modo al pubblico fuori gabbia. Spesso parenti stretti, persone molto vicine, partner nella vita fanno sentire più sulle spine chi sta in campo. È bello che ci sia partecipazione e supporto dalle persone a cui si vuole bene ma se ti rendi conto che la tua presenza è fonte di tensione per il tuo beniamino, forse vale la pena allontanarti o metterti in una posizione fuori dalla sua vista.

4. Ricorda, anche il coach non può interagire con i giocatori durante le fasi vive del match, perché dovresti farlo tu? È vero, se ti piace giocare a padel, da osservatore esterno noti tanti dettagli, e tanti sbagli, che vengono fatti in campo. È però vero che durante la partita, avere qualcuno fuori dalla gabbia che continua a dirti cosa dovresti fare, cosa avresti dovuto fare e come dovresti correggerti, ti manda in tilt e in confusione, oltre che farti sentire, probabilmente, continuamente (mal)giudicato.

5. Suggerimenti solo se richiesti. Riprendendo il punto 4, volendo potresti dire quello che hai osservato e proporre soluzioni al cambio campo. Ma ti è stato richiesto di ricoprire questo ruolo? Lo sappiamo, la tentazione è alta… ma se non sei stato investito dai giocatori dell’autorevolezza per farlo, il tuo intervento in buonafede potrebbe rivelarsi più controproducente che utile.

6. In caso di discordia sull’esito di un punto, non intervenire. Se la partita non prevede il giudice esterno, evita di diventarlo.
Il padel prevede che, in assenza di giudice competente sono i giocatori a gestire le discordie ed hanno gli strumenti per farlo (ad esempio ripetendo il punto che crea disaccordo). È vero che tu potresti aver visto la dinamica… ma sei comunque percepito come pubblico di parte, sei destinato a contrariare qualcuno che potrebbe non riconoscere il tuo punto di vista come autorevole.
È molto più importante che i giocatori imparino a gestire le discussioni, con il relativo nervosismo che può derivarne, fa parte del gioco.

7. Assicurati di non presentare agenti di disturbo. Discorsi che non c’entrano nulla con la partita fatti a voce eccessivamente alta, suonerie improvvise, rumori forti e improvvisi, continui spostamenti fuori gabbia. Come per il tennis, anche nel padel la visione periferica e i cinque sensi in generale sono sempre iper sollecitati.

8. Sii sportivo. Al termine dello scambio gratifica e applaudi per un bel gesto tecnico, per un bel colpo. A prescindere da chi l’ha fatto.

9. Abbassa la critica, imparerai di più. Se ti rendi conto che, spesso quando osservi le partite sei portato a osservare/ commentare più facilmente gli errori e quello che non funziona… abbassa il tuo senso critico e sforzati a osservare qualcosa che puoi invece imparare e applicare anche al tuo gioco. Anche quando osserviamo giocatori di livello inferiore al nostro possiamo notare qualcosa che a noi manca.

10. E l’ultima regola, quella che ti permette di sapere sempre cosa fare quando scegli di fermarti a guardare una partita di padel: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te mentre stai giocando!

Buon padel!!

by Roberta Lozza

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